Cetacei imperfetti

Qui una breve descrizione delle specie del Mediterraneo. Sono otto in tutto, e le aggiungerò un po’ alla volta. Le mie illustrazioni non ritraggono l’esemplare “perfetto, ma un particolare individuo, com’è veramente… Sono cetacei “imperfetti”.

GLOBICEFALO (Globicephala melas)

Non è difficile capire il perché del nome, vedendo di profilo questo cetaceo che, sembrerà strano appartiene alla stessa famiglia dei delfini.

Dipinto di testa di globicefalo
sagoma di globicefalo

Non è frequentissimo nel Mediterraneo, ma nel Santuario Pelagos viene avvistato con una certa regolarità, sempre al largo, sopra fondali alti.

I globicefali si incontrano in branchi spesso molto numerosi formati da sottogruppi molto compatti. Sott’acqua si vede bene che tendono a stare … vicini vicini. Si pensa che abbiano una struttura sociale simile a quella delle orche: famiglie matriarcali, incentrate attorno alle mamme e nonne.

BALENOTTERA COMUNE Balaenoptera physalus

I cetacei imperfetti che dipingo sono ispirati alle foto di individui reali. Questa balenottera viene dal Santuario Pelagos e ha la pinna dorsale con una tacca, e dei parassiti sul corpo (le “penelle”); ho cercato di cogliere le caratteristiche della specie ma anche le imperfezioni di quel preciso, reale, unico individuo.

Le balenottere non sono balene in miniatura, come a volte si legge, ma tutto il contrario: si tratta della seconda specie più grande che sia mai esistita sulla faccia della Terra, subito dopo la balenottera azzurra. Lunghe fino a 21 m, i maschi, e 24 le femmine, e pesanti rispettivamente fino a 60 e 75 tonnellate, sono presenti in Mediterraneo con una popolazione geneticamente distinta da quelle dell’Atlantico.

Viste dalla superficie, le balenottere comuni sono grigio ardesia, tranne che sulla mandibola destra che è bianca; è una inconsueta colorazione asimmetrica le cui sfumature permettono ai ricercatori di riconoscerle individualmente (assieme alla forma della pinna).

In particolare la regione nord-occidentale del Mediterraneo, dal mar Ligure al mar di Corsica, nel Santuario Pelagos, costituisce un quartiere alimentare per una popolazione stimata di diverse centinaia di individui. Ciò che attira questi grandi mammiferi marini è il krill mediterraneo, costituito dai piccoli gamberetti della specie Meganyctiphanes norvegica di cui, in questa regione, le balenottere si nutrono quasi esclusivamente. 

Si pensa che in inverno buona parte di questi animali, anche se probabilmente non tutti, migrino verso sud per accoppiarsi e partorire. I piccoli, infatti, sono già relativamente cresciuti quando giungono nel Santuario, nell’estate successiva. Un’ipotesi è che a fianco delle balenottere endemiche del Mediterraneo un altro piccolo gruppo possa invece muoversi tra i nostri mari e l’oceano.

GRAMPO (Grampus griseus)

Un grampo con le sue caratteristiche marcature naturali, uniche di questo particolare individuo.

Non ha il tipico “becco” (rostro), ma è un appartenente alla famiglia dei delfini, lungo dai 3 ai 4 metri e pesante dai 300 ai 400 kg. È facilmente riconoscibile dai vistosi graffi chiari su tutto il corpo, e il “disegno” è unico e diverso per ogni individuo. Per la verità, alla nascita i piccoli sono grigio chiaro, uniforme; solo col tempo la livrea acquisisce le tipiche strisce, spesso alcune parallele, che rendono inconfondibile questa specie. I segni, con ogni probabilità causati dalle interazioni con i cospecifici, si accumulano anno dopo anno, tanto è vero che i vecchi a volte appaiono quasi completamente bianchi.

Vive in branchi che possono andare da pochi individui fino a diverse decine; di indole piuttosto schiva i grampi non sempre si lasciano avvicinare volentieri dalle barche e raramente compiono dei salti fuori dall’acqua, perlomeno nel Mediterraneo nord-occidentale. In compenso li si può vedere, in un atteggiamento tanto tipico quanto insolito, stare in verticale con la coda che sporge sopra la superficie dell’acqua – un comportamento il cui significato non è stato ancora chiarito.

Queste marcature naturali, soprattutto quelle sulla pinna dorsale, vengono sfruttate dai ricercatori per distinguere un individuo dall’altro, per studiare i rapporti tra i componenti del gruppo e per stimare il numero di individui presenti nell’area. L’habitat del grampo è la zona della scarpata continentale, dove il fondale sprofonda rapidamente dai 200 fino ai 2000 metri.

Lungo il Ponente ligure e la Costa Azzurra, un gruppo, probabilmente un centinaio di animali, venivano avvistati con una certa regolarità fino a 4-5 anni fa, quando improvvisamente sembrarono aver abbandonato l’area consueta, probabilmente per spostarsi più a est. Il progetto CetaceiFAIattenzione di Tethys raccoglie segnalazioni di avvistamenti da parte del pubblico, con l’intento, tra l’altro di risolvere questo piccolo “mistero”.

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